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OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA


c”TERRE AURUNCHE”

Descrizione del prodotto

L’olio extra vergine di oliva “TERRE AURUNCHE”, secondo il disciplinare di produzione, richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla cultivar “Sessana”. La Sessana è originaria della zona di produzione (il suo nome deriva dal nome della cittadina Sessa Aurunca, comune più esteso della zona di produzione), mentre le cultivar minori previste (Corniola, Itrana e Tonacella) sono originarie dei territori confinanti e rappresentano un altrettanto importante patrimonio della biodiversità locale.

L’olio extra vergine di oliva “Terre Aurunche” al momento dell’immissione al consumo presenta ottime caratteristiche fisiche, chimiche ed organolettiche, con acidità inferiore a 0,60 e un buon contenuto in polifenoli; gusto dai toni buoni di amaro e piccante, colore che va dal giallo paglierino al verde più o meno intenso. Tali caratteristiche, oltre alla particolare composizione varietale della cultivar Sessana, si devono anche alla contemporanea presenza di un clima mite e di un terreno di natura vulcanica, ricco in macroelementi e microelementi essenziali alla produzione di olive e di olio di qualità.

Area di produzione

Il territorio che marca la DOP “TERRE AURUNCHE” è situato nella parte nord della provincia di Caserta, nella zona attorno al vulcano spento del Roccamonfina, nei territori olivetati dei comuni di Caianello, Carinola, Cellole, Conca della Campania, Falciano del Massico, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Mondragone, Rocca D’Evandro, Roccamonfina, San Pietro, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano e Tora e Piccilli.

La superficie degli oliveti interessati alla DOP è stimata in circa 6.000 ettari, per una produzione annua media di olio pari a circa 18.000 quintali annui. Le aziende imbottigliatrici interessate alla produzione dell’olio DOP sono 15. Il fatturato medio annuo è stimato in 2 milioni di euro, valutando che la DOP interesserà, in fase di avvio, il 10% della produzione.


OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA “TERRE DEL MATESE”

L’olivicoltura delle zone circostanti il matese ha una storia millenaria, risalente ai tempi dei Sanniti e succesivamente documentata da alcuni autori latini che parlano appunto della fecondità delle colline “Allifae” e delle sue maglifiche olive. Naturalmente a caratterizzare questo olio è la particolare condizione pedoclimatica presente su questo lato della Campania.

 

L’olio Extravergine di oliva delle Terre del Matese si ottiene dalla trasformazione delle olive della varietà “tonda” per almeno il 65%, nonché “frantoio” e “leccino”, per non più del 35%. Il particolare che colpisce di più, anche i meno adetti al alvoro, è il particolare profumo fruttato e il gusto aromatico e vellutato. Si presenta con colore giallo paglierino o verde più o meno intenso. Si abbiano molto bene alla zuppa di pane cotto e fagioli, condita con un filo d’olio, piatto tipico della zona del Matese.

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA “COLLINE CAIATINE”

Di sicuro, l’oliva Caiazzana, è ancora oggi un frutto di fondamentale importanza per la storia e l’economia locale. Sin dall’antichità, in questi territori, si è riservata particolare attenzione alla produzione olearia di qualità, come è attestato negli Statuti di Alvignano e Chiazza scritti tra il 1449 e il 1497, dove si regolamentavano le attività di coltivazione e di produzione.

Questa particolare cultivar solo qui è stata individuata e si è affermata grazie alla felice condizione climatica, caratterizzata da una piovosità limitata, concentrata nel periodo autunno-vernino, e da temperature invernali miti che in estate raramente raggiungono valori elevati.

L’oliva Caiazzana presenta una maturazione precoce: è pronta per la raccolta già agli inizi di ottobre; si distingue per il portamento assurgente e per i rami fruttiferi pendoli, non alterna ma produce tutti gli anni. Il frutto maturo presenta una polpa poco amara, con un colore violaceo fino al nocciolo, che tinge le mani … “se non tinge non è Caiazzana”. La natura dei terreni, profondi e freschi, dotati di buona fertilità, contribuisce a determinare le particolari caratteristiche chimiche ed organolettiche dell’olio che si ricava da questo prezioso frutto.

L’olio extravergine, in attesa della denominazione protetta “Colline Caiatine”, ha un fruttato leggero, tendenzialmente dolce, di facile accettabilità al consumo, con una nota aromatica alla mandorla ed un colore tendente al giallo paglierino. La sua bassa acidità è dovuta all’accurata selezione del frutto e al controllo della temperatura durante la premitura. Può essere ottenuto solo dalle seguenti varietà di olivo: Caiazzana per almeno il 65%; Corniola, Frantoio e Leccino, da sole o congiuntamente in misura non superiore al 35%.

La zona di produzione è individuata unicamente nei comuni del versante di Monte Maggiore che si affacciano verso la valle del Volturno e nei comuni di Caiazzo e delle Colline Caiatine. “Olio nuovo vino vecchio”, dicono i coltivatori. Si sa che l’olio degrada col tempo, a differenza del vino, ma col suo gusto delicato e armonico è adatto al consumo immediato oltre ad avere vantaggi salutistici che la sua freschezza implica… non è olio nuovo ma “novello”, con un’ottima accettabilità da parte del consumatore ed adatto a piatti delicati. Da alcuni anni sono sempre più numerose le aziende locali che si dedicano alla produzione dell’olio extravergine delle “Colline Caiatine”, ma l’oliva Caiazzana ha una duplice attitudine: è una ottima oliva da mensa oltre che da premitura.

Così riferiva il professore Giuliano Palumbo, studioso locale, in una sua relazione: “… Ci raccontava un vecchio contadino…, … che, in ogni proprietà esistevano soltanto una o due piante d’Olivo caiatino, il cui frutto era destinato alla tavola, previa cottura al forno, con l’aggiunta d’aglio, arance, sale e finocchietto, appositamente triturati. Sul desco di Natale, per tradizione, non poteva mancare questa speciale oliva, che veniva consumata negli intervalli tra una pietanza e l’altra…”

Ebbene si! La massima espressione dell’oliva Caiazzana è l’oliva da tavola, sia verde che matura. Essa risulta adatta alla preparazione delle olive appassite. Il metodo tradizionale per preparare l’oliva essiccata ancora è in uso presso alcune famiglie: Si condiscono le olive con alloro, sale, finocchietto, peperoncino. Le si lasciano fermentare per 15-20 giorni, al termine dei quali si lasciano nel forno diverse ore per farle essiccare. Un modo semplice per gustare un prodotto autoctono, genuino, rinomato e dal sapore unico.

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